Interpretazione.

In pratica quello su cui scommette la PNL è che puoi iniziare il cambiamento, interpretando un ruolo, che piano piano diventa il tuo.

Puoi modellare qualcuno che conosci, prendere spunto da personaggi letterari o cinematografici, addirittura puoi imitare animali o cartoon.

Cosa mi serve per diventare magra naturalmente? Fare come quella collega che non prende mai l’ascensore? Imitare la spontaneità dei bambini che lasciano il pasto a metà, perché devono andare a giocare? Cercare di somigliare all’uccellino Titti, riducendo le porzioni?

Quando avevo 5 anni anch’io ero magrissima. Schizzinosa, c’erano poche cose che mi piacevano e mangiare mi annoiava.

Credo che potrei costruire un personaggio da interpretare, come se fossi un’att’autrice. Cosa mi manca? 😉

C’era una volta e c’è ancora…
…una donna della mia età, ha i miei occhi e i miei capelli, è intelligente, capace e creativa, sa cucinare e le piace il cibo, ma ha uno stomaco piccino, piccino. Le piace assaggiare tutto, ma la sua fame si esaurisce in fretta. Adora l’insalata coi semini tostati, apre ogni pasto mangiando verdura e lo conclude con un frutto. Ogni tanto assaggia pizza e gelato, beve tanta acqua fresca e alla sera gusta un calice di vino o una buona birra artigianale. Ha mille passioni, è piena di hobby, le piace andare in bicicletta o ballare e ha tantissime cose da fare. Non si annoia mai e, quando riposa,  medita cose impossibili in cui lanciarsi per avverarle.

Il dialogo interiore.

Per capire come agisce il dialogo interiore e il suo ruolo nella vita di tutti, incollo qui un testo di Jacopo Fo.

Ogni volta che mi asciugo i capelli, mi ricordo di quell’imbecille del mio istruttore di nuoto. Avevo 14 anni. Era un maniaco della virilità maschile, e ci dimostrò che se strofini i capelli a sangue con l’asciugamano, puoi riuscire ad asciugarli perfettamente senza phon. Odiavo quell’uomo che mi derideva perché ero gracile, ma mi ricordo, contro la mia volontà, le sue istruzioni e mi strofino il cuoio capelluto in modo forsennato.
Ci sono ricordi che ci restano impressi in modo indelebile e determinano molti piccoli comportamenti e pensieri quotidiani.
E’ stato Milton Erickson, uno psicologo americano, a scoprire che questi piccoli automatismi sono essenziali nel determinare il corso della nostra vita.
Ad esempio, c’è molta gente che, quando suona la sveglia il mattino, si alza grazie a una voce interiore, incazzosa, che gli dice: ”Alzati! Disgraziato, buono a nulla! Vai a lavorare che sei pieno di debiti!!! Sei la pecora nera della famiglia! Sei un incapace! I tuoi figli finiranno a vivere sotto i ponti!”
Questa voce interiore, aggressiva, fa sì che le giornate inizino in salita.
Ci sono altre persone che, la mattina, si alzano sospinte da una voce interiore gentile che le incoraggia: ”Dai, ok, sei stanco perché hai fatto tardi ieri sera, ma ce la puoi fare, dai, sei una persona eccezionale e sicuramente poi sarai contento di esserti alzato e di aver realizzato qualcosa!”
Queste persone partono con un vantaggio enorme.
Ed è chiaro che le persone che hanno una voce interiore gentile e solidale conducono una vita qualitativamente migliore, hanno più probabilità di avere una vita affettiva soddisfacente, un lavoro ben retribuito ed essere in buona salute.
Quelli che hanno la voce stronza, fanno un’esistenza grama e hanno più probabilità di morire giovani.
Smettere d’autoinsultarsi, maltrattarsi e minacciarsi, è un passaggio iniziale indispensabile se si vuole uscire dal tunnel della negatività mentale.
Ed è un processo relativamente semplice.
Si tratta di capire che questo dialogo interiore esiste ed è molto potente.
Si tratta di decidere di usare questo dialogo interiore per incoraggiarsi, invece che per avvilirsi.
Cambiare il tono delle proprie voci interiori è semplice: è sufficiente che, quando una voce interiore negativa ti aggredisce, tu le risponda: “Voce!!! Ma ti rendi conto che così tu mi avvilisci, mi fai venire l’ulcera, il mal di testa e mi mandi a rotoli la vita?”
Queste voci negative hanno su di noi un enorme potere perché agiscono a un livello della coscienza che noi generalmente non osserviamo, non mettiamo in discussione.
Sappiamo che esiste ma non ne parliamo mai. Ma, nel momento stesso in cui ci fermiamo a riflettere, identifichiamo queste voci come figlie della parte paranoica della mente razionale, togliamo loro buona parte del potere. Anche perché, se uno ragiona un secondo su quel che dicono queste voci negative, si accorge subito che delirano.
Tu sei lì, solo come un cane, nel pieno della tua crisi depressiva, tappato in casa da giorni e un amico t’invita a una festa. E la vocina interiore bastarda parte subito con la sua tiritera: ”Ma cosa ci vai a fare alla festa!?! Sono tutti stronzi!!!”
Bisogna risponderle: “Ma testa di merluzzo!!! Cosa dici?!? Se resto chiuso in casa come cavolo mai la troverò una donna da amare? Pensi che si mettano spontaneamente in fila dietro la porta per vedere se qui abita veramente un bel principe? Vuoi portarmi al suicidio? Non ti piace più vivere?”
La voce, se le rispondete, se le chiedete di ragionare su quel che dice, non ha argomenti. Lo sa di dire cazzate ed entra in crisi… Appena ti accorgi che una tua voce è stupida, la neutralizzi, non riesce più a rovinarti le giornate.
E appena succede, è automatico iniziare a osservare le tue gesta in un modo diverso. Inizi a riflettere sui piccoli meccanismi. Ad esempio, quando non riesci a fare qualche cosa, che faccia fai? Prova a ricordartela: ti lanciano un mazzo di chiavi, le manchi clamorosamente… e poi che succede? La fai una faccettina o no? Magari fai la faccettina: ”Non acchiappo mai niente”, oppure quella di: “Non ce l’ho fatta, ma non me ne importa niente, perché sono superiore”.
E quando ti senti in imbarazzo parli normale o hai, anche lì, una qualche vocetta di circostanza?
Tutte le volte che agendo, sei sotto l’influsso di una voce interiore scema, fai le faccette e le vocine, sei sotto il controllo della parte meccanico-paranoica della tua mente razionale, stai usando comportamenti standard acquisiti chissà come. Non sono modi d’essere e di pensare che hai vagliato e discusso. Non li hai decisi tu, li hai assorbiti in modo inconscio dal tuo ambiente, senza ragionarci sopra veramente.
Si tratta di iniziare a farlo. Mettere in discussione questo substrato mentale.
Insomma, se inizi a osservare questo livello minuto della tua personalità, ti accorgerai che appena individui le modalità comportamentali negative, esse iniziano rapidamente a svanire. Non hanno basi, non fanno parte di ciò che tu hai capito grazie a una serena riflessione sulle tue esperienze. E soprattutto sono modalità artefatte, meccaniche e questo le rende fastidiose, false, non spontanee, non fluide.

Stai facendo il bagno nella vasca. E’ un momento piacevole, stai recuperando energie e occupandoti del tuo benessere. C’è qualche voce interna che ti dice di fare in fretta? Di non indugiare a grattarti la schiena e massaggiarti i polpacci? Non vuole che ti abbandoni ad alcuni minuti di totale relax? Manda al diavolo quella vocina, calcola esattamente qual è il tempo massimo che ti puoi concedere e poi goditelo intensamente. Qualunque casino tu abbia, goderti fino in fondo un bel bagno caldo non può che farti bene e ti aiuta ad affrontare le difficoltà. Non c’è nessun ragionamento che può indurti a non godere di quest’opportunità. Si tratta di usare la parte riflessiva della mente razionale e incaricarla di analizzare le idee stupide.
La mente razionale è bravissima ad autoconvincersi e conosce modi misteriosi per farlo. Non so come succeda, ma succede, riflettere sulle proprie idee è sufficiente per cambiarle. Il difficile non è cambiare le idee ma accettare di metterle in discussione serenamente e con fiducia. Migliorare le proprie idee è bene.
Migliorare le proprie idee è semplice e avvincente. E anche necessario. Se non adegui costantemente le tue idee alle tue nuove esperienze diventi rapidamente un residuo del passato. Come quelli che non vogliono sentir parlare del computer perché sono superiori. Ma perdindirindina, siamo nel mezzo della più grande rivoluzione epocale del millennio, la vita e il lavoro già oggi non sono più gli stessi e tu non senti la curiosità selvaggia di conoscere, di provare il computer che è la molla di questo cambiamento?
E quando c’è il tramonto nel cielo cosa fai? Guardi dall’altra parte?

Una volta scoperte, le idee stupide ti vengono a noia e le lasci cadere.
Ottieni anche un grande vantaggio collaterale: inizi a osservare il modo nel quale agisci. E avrai ulteriori miglioramenti se, ogni volta che riesci a farti un regalo gradevole, dedichi un secondo a dirtelo: ”Ma tu guarda che bel bagno caldo mi sono vissuto! E’ stata un’esperienza sublime, a un certo punto ho sentito il mio corpo espandersi, ho sentito che ne superavo i limiti e forse lievitavo. Ed è stato in quel momento che dal mio orifizio inferiore sono esplose fuori bolle di gas infiammabile che producevano un suono come di terremoto subacqueo. E mi sono veramente sentito di appartenere all’Universo”.
Dirti che ti è piaciuto quel che hai fatto è importante, proprio perché ti aiuta a costruire un’idea positiva di te. Fa crescere l’autostima e, attraverso la gratificazione dell’autocomplimento, ti motiva a farti altre gentilezze.
Inizi così ad occuparti di te, a prenderti cura del tuo benessere e del tuo ottimismo.
Diventi orticultore della tua anima, del tuo stato d’animo, del tuo spirito, del tuo senso dell’umorismo (perché è ovvio che fa ridere il fatto di dire a te stesso: “Ma che bravo che sono stato a fare la cacca in modo così gradevole ed efficiente!!! L’ho fatta proprio tutta!”. Sì, è ridicolo, ma il fatto che lo sia è positivo. Diventare il proprio comico preferito è un obiettivo esistenziale.
Non è arduo come può sembrare.

Se hai un attimo di tempo, per osservare cosa pensi e come vivi, non è difficile che tu inizi a ridere di gusto. Sei veramente una persona assurda (e lo sai).
Ovviamente si può obiettare che sto parlando di un comportamento schizofrenico. E’ vero. Quando uno ha più di un’identità, clinicamente, è uno schizofrenico. Ma io credo che esista un livello minimo di schizofrenia, (cioè di scissione della personalità) assolutamente necessario. Non sei un essere umano se non sei un po’ schizofrenico, se non hai un dialogo interiore, se non sei capace di guardare quel che fai in modo distaccato, metterti nei panni degli altri o riflettere su come parli e come ti muovi.
La schizofrenia è una delle qualità fondamentali che distingue l’umano dalla scimmia.
Ovviamente si tratta di un grave pericolo: c’è gente che è convinta d’essere Presidente del Consiglio e contemporaneamente padrone di tutte le televisioni del paese. E questo, può creare notevoli danni al prodotto interno lordo italiano. Ma non possiamo rifiutare la nostra schizofrenia e le nostre allucinazioni, si tratta d’imparare a riconoscerle e ad arginarne gli effetti deteriori (vedi il film “A Beautiful Mind” mettendoti nei panni dello schizofrenico e ammettendo che anche tu sei fuori di testa).

Le sette mosse. La lentezza.

Ho deciso di ripassare le sette mosse del metodo “Giusto Peso per Sempre” di Debora Conti. All’inizio le applicavo con costanza, ma ultimamente mi sono un po’ lasciata andare. Non mi farà male una rinfrescatina, ma per fare le cose per bene, dedicherò una giornata intera ad ogni singola mossa.

Oggi dunque mangerò con lentezza. Posa la posata! Dice Debora. Bevi, fai conversazione coi commensali, goditela e impiega almeno 20 minuti a finire il tuo pasto (ma se non lo finisci è meglio).

E io aggiungo: fare merenda aiuta a non appesantirsi a cena.

Non lo faccio più.

Non mi faccio più il mio piantarello quotidiano.
Mi capita, certo, di commuovermi occasionalmente, come a tutti, ma non dedico più il mio tempo a cercare vecchi dolori e rimpianti da rimuginare fino alle lacrime.

Quella trivella che sentivo penetrarmi nello stomaco, provocandomi un forte struggimento, l’ho trasformata definitivamente in un innoquo ciuffo di panna montata, di quelli fatti con il sac à poche col beccuccio a stella, che, seppure ricorda ancora la trivella nella forma, la rende ormai ridicolmente impotente.

Ha funzionato dunque la mia visualizzazione di due settimane fa, descritta qui, ha funzionato perché era potente, ben fatta, sentita intensamente, pensata da me su misura per me.

Sull’onda di questo successo, ho deciso oggi di darmi da fare anche con altre “sensazioni da smontare” più attinenti al tema dimagrimento.

Ci sono delle volte che sento fame, quando non dovrei aver fame. Mi capita la mattina in ufficio, fra la colazione e il pranzo e continua pure se mangio uno yogurt. Come faccio a dire che non è fame? Semplice: nei week end non mi capita mai.

Come funziona? Vibra e rende il respiro polveroso. Colore rosa carne, movimento strisciante, è un nastro, un flusso, un serpente di polvere pruriginosa: passa dal naso, invade la gola, sbocca nello stomaco e lo piaga, lo raggrinsisce, causa nervosismo, insoddisfazione, mette fretta, spinge alla ricerca di qualcosa per placarsi.

Come la annullo questa?

Mah come si annulla un serpente? Lo arrotolo? ne faccio un gomitolo? No, prima lo bagno, lo ricopro di schiuma, per neutralizzare la polvere pruriginosa. Allora cominciamo nello stomaco: assalgo il serpente con un estintore a schiuma, risalgo l’esofago riempiendolo di schiuma e calmo la vibrazione nella gola, rinfresco il naso, con uno spray alla menta, respiro profondamente, poi piego la testa all’indietro per distendere gola e collo, guardo verso il cielo e me lo immagino azzurro e sereno.

Sì, può funzionare. Soprattutto stavolta c’è il gesto, che serve da àncora: la testa gettata all’indietro e il respiro profondo.

Ora c’è la ripetizione, almeno 10 volte nel primo giorno, poi qualche richiamo, metto anche la musica…  Vincente, appassionata come We will rock you dei Queen.

Osservazioni: visualizzo l’estintore nello stomaco, quando poi la schiuma sale alla gola mi viene da deglutire, ottimo: l’ho aggiunto, ed è proprio lì che parte il respiro profondo e la testa si piega all’indietro; ad occhi chiusi vedo il mio bel cielo sereno, con tanto di nuvoletta rosa e respiro di nuovo profondamente.

Ancore.

Il problema più grosso resta la distrazione. Soprattutto quando si cambiano orari e ambiente, per esempio nel week end, e si fa più fatica ad applicare le sette regole o a  visualizzare.

Occorre prevedere queste situazioni e cercare dei rimedi.

Una soluzione è offerta dalle àncore.

Normalmente le ancore servono a richiamare uno stato d’animo positivo, nei momenti di difficoltà. Per esempio posso sentirmi felice, anche se è un anniversario doloroso, posso essere sfacciata, anche se colta da timidezza.

E’ necessaria una certa preparazione: lo stato va prima interpretato, vissuto, ricreato sulla propria pelle associandolo contemporaneamente a un certo gesto. Per esempio posso evocare un determinato attimo di felicità e spensieratezza: come mi sono sentita quella volta in cui ho vinto un premio ad un concorso radiofonico e legarlo a un pizzico sul polpastrello dell’indice sinistro. Devo vivere con intensità estrema la sensazione e ripetere il gesto del pizzico per almeno 10 volte, per poi riprovarci ancora nel corso della giornata.
In seguito, quando avrò bisogno di superare un momento di tristezza, potrò pizzicarmi il polpastrello dell’indice sinistro e sentir nascere un sorriso nel mio volto.

Roy Martina, in un audio motivante, lancia una gustosa idea. Lega la sensazione di sentirsi una “macchina bruciagrassi” al colore verde. 

Dopo opportuno rilassamento, la sua voce (e quella di Roberto Re, che lo traduce in italiano) infonde idee che focalizzano verso la scelta di opportuni alimenti e motivano a fare più movimento, aumentando la fiducia in se stessi e nella propria capacità di bruciare grassi, di avere meno fame, di riuscire nell’impresa di perdere peso.

Il colore verde, di un prato, di un’auto, di un maglione, di un manifesto per strada, dovrebbe servire da àncora e riportarci alle sensazioni sperimentate durante l’ascolto dell’audio.

E’ un ottimo spunto, ma preferirei personalizzarlo sulla base di emozioni sperimentate davvero, come per esempio quando ho visto sulla bilancia un chilo in meno, quando sono riuscita a riconoscere il mio senso di sazietà e a lasciare nel piatto mezza porzione di pasta ecc.

Ci lavorerò!

I numeri del venerdì.

No! Ho detto che è venerdì prossimo il giorno in cui traccio una riga e mi aspetto almeno un chilo in meno dallo scorso venerdì.

Tuttavia oggi mi sono pesata. E c’è mezzo chilo di meno, anzi 600 grammi. Quindi mi basta perdere 400 grammi e ho un’intera settimana di tempo…

Vabbè, facciamo che mi sfido. Vediamo di quanto supero questa previsione!

Tra l’altro ho fatto un conticino nella mente… La 50 adesso mi va un pochino larga e riesco ad indossare alcuni capi taglia 48, ma io voglio assolutamente arrivare alla taglia 46 per la primavera prossima, poiché ho un guardaroba intero di quella taglia e me lo merito!

So quanto pesavo quando portavo la 46: mancano 11 chili e 6 mesi giusti all’obiettivo di peso e alla primavera. Quindi è questo il peso che voglio perdere e il ritmo è di due chili al mese.

Sì, lo so che c’è Natale di mezzo e anche alcuni compleanni, ma è Natale per tutti, anche per i magri, che si appsantiranno piusto un po’, per poi tornare in forma comunque. E poiché adesso anch’io sono una persona naturalmente magra è quello che mi aspetto per me.

La PNL consiglia di essere precisi nella stesura dell’obiettivo e io l’ho già redatto diversi post fa. Ma non l’ho dettagliato nei tempi…

Allora se prendiamo l’ultimo venerdì del mese come punto step, il prossimo 28 settembre vorrei aver già perso almeno 1.5 kg (mancano 400 grammi) ma 2 sarebbe meglio. Quindi mancano 6 chili a Natale! E poi altri 5 alla primavera!

In marcia! 🙂

 

Cambiare le convinzioni limitanti con un sorriso.

Leggevo sul blog PsicologiaNeuroLinguistica, di Gennaro Romagnoli, un post di un paio di anni fa dove riporta uno degli esercizi base della PNL: Modificare le convinzioni usando un bugiardo.

La tecnica consiste nell’individuare la convinzione non utile, raccontarla in una frase e immaginare di sentirla pronunciare da una persona di cui non ci fidiamo assolutamente, un perfetto bugiardo, insomma.

Occorre predisporre in testa una breve scenografia, studiare bene la frase e poi procedere all’esercizio per almeno 10 volte di seguito, divertendosi!

Quindi bisogna trovare l’antidoto, la convinzione che vogliamo sostituire a quella non utile, tradurre anch’essa in una frase – che sia in positivo altrimenti la mente inconscia non riconoscendo le negazioni fa l’esatto contrario – e farla pronunciare, invece, ad una persona che riteniamo autorevole e di cui ci fidiamo ciecamente.

Beh, ci ho pensato giusto un po’…  😉

La convinzione che voglio l’eliminare è l’incertezza, cioè la poca stima della mia capacità di diventare magra senza dieta, poi ho cercato di pensare al più bugiardo dei bugiardi che conosco e…

Ho immaginato il faccione di Silvio Berlusconi, che dalla TV mi dice “signora, lei non ce la farà mai a dimagrire senza un dietologo, resterà per sempre una culona inchiavabile”. L’ho ripetuto in testa una decina di volte, ridacchiandoci sopra, poi ho cambiato canale e ho visto Piero Angela, coi suoi modi pacati e rassicuranti, che mi diceva “studi scientifici ormai accertati dimostrano che ce la farai sicuramente, hai finalmente trovato la strada giusta per diventare magra e restarlo per sempre, ne sei più che capace e ce la farai!”, Il tutto con la musichetta di Quark in sottofondo.

Bello! Da riprovare!

—— aggiornamento ——

Ho appena fatto la visualizzazione di mezza sera.

Stavolta era la Santanchè a dire che stasera avrei mangiato il doppio e bevuto 4 bicchieri di vino, ingrassando almeno mezzo chilo.
A difendermi c’era Travaglio a dichiarare che invece rispetterò il mio senso di sazietà e berrò solo acqua sporcata di vino, concludendo la mia serata con gusto e serenità, appagata e soddisfatta! :)))

Punti deboli/punti forti.

Non siamo soli. Non dico nell’universo… Non siamo soli dentro di noi. Magari non arriviamo a centomila, ma siamo almeno quanto una squadra di calcetto. Tutto sta ad andare d’accordo.

E’ il momento di fare il punto.

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

E’ quasi un mese che ho iniziato questo percorso, con l’intento di perdere peso, senza mettermi a dieta, ma modificando le mie convinzioni, affinché mi guidino verso uno stile di vita che mi aiuti a raggiungere il mio obiettivo con naturalezza e, soprattutto, a mantenere per sempre il peso raggiunto.

Bene.

Ovviamente so benissimo che, per perdere peso, devo consumare più di quanto assumo oppure assumere meno di quanto consumo. Non si scappa.

Ma poiché sono in molti a riuscirci – tutte le persone normopeso che vedo intorno a me – a quanto pare senza particolari sforzi, voglio raggiungere anch’io questo risultato in modo naturale e senza imposizioni.

Ho studiato i principi della PNL, soprattutto tramite corsi, libri, audio e videoconferenze di Debora Conti, Franca Scuzzarella e altri, e ho deciso di cominciare ad applicarli.

Ora è il momento dell’analisi. Voglio capire cosa faccio bene, cosa non faccio ancora bene e cosa posso fare di più per raggiungere il mio obiettivo.

PUNTI FORTI

Ho imparato a mangiare lentamente e con gusto. Questo mi ha aiutato a ritrovare il giusto senso di sazietà e ad instaurare un dialogo con il mio stomaco.

Non mangio più fuori pasto, a meno che non sia vera fame, ma allora basta poco per riempire il buco.

Vario spesso la colazione, orientandomi di più verso il salato, che mi sazia più a lungo e non causa picchi di insulina.

Riconosco la fame finta e mi basta un bel bicchiere d’acqua per calmarla.

Vivo la “questione cibo” in maniera molto più rilassata, non ho sensi di colpa e non mangio per riempire altri vuoti.

Non ho più voglie irresistibili, pizza e gelati fuori pasto non mi attirano, anche se non ho problemi a mangiarne ogni tanto al momento del pranzo o della cena.

Ho trovato il giusto atteggiamento: io so che posso farcela e che ce la farò.

PUNTI DEBOLI

Il movimento. Purtroppo non riesco a muovermi come vorrei, l’artrite mi sta tormentando i piedi e camminare a lungo mi causa dolore. In bicicletta resisto di più, ma non ci vado spesso.

La cena. E’ il pasto in cui mangio di più. A volte più di quanto vorrei e mi rendo conto che lo faccio solo per abitudine.

Il fidanzato. Poiché ci piace cucinare insieme e gustare sapori sempre nuovi, quando sono con lui mi lascio un po’ andare. In effetti durante la giornata resisto, a pranzo mangio ciò che abbiamo preparato di buono, ma limito le porzioni. A cena invece cedo di più.

Le visualizzazioni. Non ho smesso di farle, ma è un po’ che non riesco a far godere per bene la mia mente inconscia. Mi ero costruita una bella storia: l’immagine di me, fra un mese, che sale sulla bilancia e scopre di aver perso… Ma era mattina, avevo appena aperto gli occhi e sono ripiombata nel dormiveglia, quindi il finale l’ho solo sognato ed era un incubo: invece di dimagrire ero ingrassata tantissimo! Ora sto cercando di rifarla, ma vedo che mi manca la vena giusta.

MIGLIORAMENTI

Come potrei risolvere i punti deboli qui sopra?

Movimento. Sto cercando un nuovo corso di danza del ventre, un paio di anni fa era la mia passione, non saltavo una lezione neanche se stavo male ed è anche benefica per l’autostima. Potrei anche fare un po’ di addominali in casa, però… per quelli non servono i piedi!

Cena & fidanzato. Se cedo in quei momenti è per stanchezza o distrazione. Potrei fare una bella visualizzazione motivante nel tardo pomeriggio. Prendermi un momento tutto per me, realizzarmi e focalizzarmi su quel che vorrei fare: mangiare meno e con calma, aggiungere acqua al vino, scartare il pane, lasciare nel piatto.

Visualizzazioni. Vorrei gustarmela di più… Potrei puntare su effetti più goderecci. Che ne so… prendermi una rivincita verso chi ormai mi guarda come una grassona che non riuscirà mai più a tornare in forma.

CONCLUSIONI

Voglio sfidarmi di più, fissare obiettivi più concreti, domani è il quarto venerdì, per il quinto, che sarà il 27 settembre voglio pesare almeno un chilo in meno dell’ultima volta.

Atteggiamenti

Se ripenso ai miei successi passati, mi accorgo che li ho raggiunti tutti con la convinzione che fosse facile. O meglio: mi sono sempre riuscite bene le cose, quando non ho avuto dubbi sulle mie capacità.

Dall’aver preparato una piacevolissima cena per gli amici, all’allestimento di una mostra fotografica (tutte le foto che pubblico sono mie: la fotografia è una mia passione), ai successi nel lavoro, alla progettazione delle vacanze etc.

Poi ci sono state imprese più difficili, in cui la mia convinzione iniziale sulle mie capacità era scarsa, ma è mutata in positivo lungo il percorso.

Per esempio quando ho ripreso a guidare l’auto dopo 20 anni di blocco.
Avevo smesso perché ero stata coinvolta in due o tre incidenti, non gravi, ma tutti nello stesso periodo. Salire in macchina, anche come passeggero, era diventato faticoso e guidare era del tutto impossibile, non riuscivo nemmeno a girare la chiave: ero paralizzata dalla paura.
Dopo la separazione mi sono resa conto che, con due figli, mi sarebbe stato utile e necessario comprare un’auto e guidarla.
La determinazione che ci ho messo, mi ha guidato nel giusto percorso. Ho chiesto aiuto, chiaramente: mi sono rivolta ad un’autoscuola e ho preso lezioni, non ho avuto più paura e piano piano sono diventata una guidatrice.

Nella gestione del peso in eccesso, finora, non sono stata altrettanto capace.

Ma adesso ho capito che, invece, ci posso riuscire, come tante altre volte nella vita, come tante persone che conosco e che ci riescono senza sforzi.

Pertanto è fondamentale indossare l’atteggiamento giusto, rivedere le proprie convinzioni passate e credere nelle proprie capacità.

Io ne sono già convinta, non importa quanto ci metterò, ma stavolta sarà per sempre.

I Ching

L’antico, antichissimo, libro de I Ching: 5000 anni di storia cinese, nato per guidare il nobile nelle scelte giuste per il suo popolo.

Ogni tanto lo consulto, da ragazzina tirando le monete, oggi, più comodamente con qualche click, a questo link.

Stasera ho chiesto (le domande anche qui vanno chieste sempre con il “come posso fare”, vietato chiedere il “se” o il “perché”) come diventare magra naturalmente, la risposta è esaltante! Cito alla lettera:

Il compimento è già avvenuto: da una vecchia posizione si è passati definitivamente ad una nuova epoca. Proprio ora è ancora più importante mantenersi ligi e moderati, perché per noncuranza la tranquillità raggiunta potrebbe tramutarsi nel suo contrario.

Sono tre giorni che non piango… 🙂